Back

COLONY 5 . Structures CD (Memento Materia) . 29 Settembre 2003


Quattro release in un anno paiono troppe per chiunque, poiché bisognerebbe essere dei veri geni per mantenere sempre alto il livello artistico… Se poi si tratta degli svedesi C5, che ad un solo anno dal debut “Lifeline” (cui sono seguiti 2 maxi-singoli, oltre a quello pre-album) sono già tornati sul mercato, il miracolo è ben lontano dal verificarsi, dal momento che il trio pare conoscere una sola formula compositiva, sfruttata con tale insistenza da far perdere la pazienza a chiunque!
E così rieccoli qui col loro future-pop ruffiano ed innocuo, magari ora più curato nei suoni e negli arrangiamenti, ma incapace di avvicinarsi anche solo lontanamente ai livelli di songwriting dei mostri sacri Covenant ed Icon Of Coil, ripetitivo e sin troppo fine a sé stesso.

La triade iniziale (tra cui le già note “Hate” e “Black”) apre nel più consueto dei modi, con brani costruiti alla medesima maniera di quelli del debut, cui segue il classico terzinato che tutti i dischi electro scandinavi sono tenuti a contenere, dopo il successo di “Like Tears In The Rain” dei Covenant… Sorprende positivamente “God”, dall’impianto synthpop facile ma efficace, ma è un bagliore che viene subito soffocato dalla vergognosa “Is She Scared?”, davvero troppo ruffiana per non ‘cassarla’!

Tra episodi triti e ritriti (“It Was Only A Dream” e la pomposa “Future”), schegge iper-pompate nei bpm (“Unaware”) e frangenti molli e mielosi (“Band Of Brothers”) si arriva stanchi alla traccia video di “Black”, ulteriore testimonianza del fatto che C5 sono, anche a livello esteriore, dei semplici e pretenziosi ‘wannabes’, e pertanto la loro musica lascia il tempo che trova…

Nella speranza che chi affossa artisti di ben altra caratura quali T.O.Y. e Wolfsheim non vi segnali C5 come la ‘nuova grande realtà electro’, vi rammentiamo che la Svezia ha offerto ben di meglio coi debut di Z Prochek e Michigan: fate le opportune valutazioni.
Recensione di Rob Filippozzi . Per gentile concessione di Rock Hard