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![]() | Nel 2000, Nilaihah Records pubblicò una stellare compilation di dark dance di alcuni artisti conosciuti ed emergenti. Da quel release, la maggior parte delle band ha finito per costruirsi attorno al proprio lavoro un consistente numero di seguaci. Distorted Reality era fra i talenti emergenti presentati su questa compilation con la loro ipnotica track "In My Dream". Fino a quel punto, Distorted Reality aveva solleticato la psiche di fans di musica underground attraverso il globo con tracce presentate su un certo numero di altre compilation. DJs risposero favorevolmente al loro lavoro e diedero rotazione e spazio al loro iniziale Demo CD attraverso i club così come i college e gli internet radio show. Episodicamente alcuni magazine pubblicarono recensioni favorevoli del loro primo Demo come pure interviste ad entrambi gli artisti. | |
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Ironicamente, Distorted Reality non è una band nel senso tipico al quale siamo abituati. Un certo numero di anni prima, Martha Arce, che risiede negli Stati Uniti ed è inoltre vocalist per l’ugualmente fenomenale Deep Red, venne a contatto con il musicista Christian Kobusch, che risiede in Germania. Venne mantenuta una attiva corrispondenza attraverso il Net e finalmente venne discusso di fare di questa attività un progetto di collaborazione. Una volta stabilita una lunghezza d'onda reciprocamente creativa, Arce ha cominciato a mettere mano alle liriche mentre Kobusch ha costruito il lavoro musicale, che infine ha portato a questo release.
“The Fine Line Between Love and Hate” è composto di canzoni che si occupano delle molte sfaccettature dell’amore e della perdita. Anche se questo non è qualche cosa di nuovo tematicamente parlando, è ancora nonostante tutto un soggetto che rappresenta un medium felice e che attraversa tutti i generi. Ad un certo punto nel tempo, finiamo per fare esperienza con un assortimento di sensibilità similari. Che cosa è nuovo qui, tuttavia, è la qualità tonale che viene costruita per sembrare come se sia il nostro subcosciente a venire in prima linea come conseguenza dell’emissione lirica. | ||
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| L'abilità vocale di Arce si porta dietro un'operazione piuttosto complessa. Anche se il suo lavoro è all'interno del regno scuro del ballo elettronico, le sue flessioni e sfumature provocanti hanno il doppio ruolo di fornire uno slancio energico che è essenziale per la rotazione nei club mentre però toccandoci ad un livello emozionale quasi impressionante. All'inizio, le tracce possono sembrare essere cantate all'interno del contesto proprio del ritmo musicale. Tuttavia, se ascoltate molto attentamente, diventa evidente come lei tesse delicatamente le cannonate infuocate di emozione che vengono contrappuntate dalle note ugualmente bene disposte e dalle flessioni di Kobusch.. All'interno dei confini di queste canzoni, l'ascoltatore viene trasportato su onde di rabbia, brama, perdita, viva aspirazione, solitudine, disperazione, auto recriminazione e sopravvivenza. Fino alle vocalist più estremamente talentuose, Arce si unisce alle fila di altre vocalist impressionanti come: Dru Allen (This Ascension), Christy Cameron Smith (My Scarlet Life), Lisa Hammer (Mors Syphilitica), Sue Hutton ( Rhea’s Obsession) Laurie Gordon (Chiwawa), Deborah Lynch (Ego Likeness), Julie Plante (Autumn), Monica Richards (Faith and the Muse), Christianna (Mephisto Walz), Heather Thompson (Tapping the Vein) ed Ericah Hagle, Melody Henry & Natalia Lincoln (Unto Ashes). Ciascuna di queste donne possiede l’innata ed irreale abilità di scolpire una canzone in un'entità vivente. Il talento permette loro di sentire internamente ogni sfumatura di una canzone, oltrepassando la pura gamma vocale e vibrandola sull’audience in una marea di espressione emotiva. Alcuni potrebbero scegliere la traccia favorita sulla base della sua più interessante struttura dance. Quelli con un'inclinazione più introspettiva si scopriranno gravitare verso le canzoni di cui hanno maggiormente bisogno nelle loro vite in questo periodo di tempo. L’infinita e duratura qualità di questo release è che ha la capacità di seguirci nelle nostre transizioni interne e personali. Sono aggiunti a tutto questo i remix di un certo numero di artisti elettronici underground, l’assistenza nella produzione di Bruno Kramm e il mastering da parte di Steve Laskarides dei The Azoic, ed uno può avventurarsi a dire che i Distorted Reality sono ben posizionati per essere un club hit durante questi mesi di Estate e pure al di là di essi. Se vi avventurate nel Web site della band www.distorted-reality.com troverete una ricca quantità di informazioni supplementari sugli artisti così come alcuni samples di canzoni. Se la musica dark dance fa appello a voi, siate sicuri di accaparrarvi una copia di questa gemma! | ||
| Recensione di Starvox Music Zine |