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HOCICO . Disidencia Inquebrantable EP (Out of Line Records)


Devo ammettere trovare sempre piuttosto difficile sedermi di fronte allo schermo della amata ‘finestra virtuale sul mondo’, per concentrare in maniera adeguata la mente verso la elaborazione di un qualche pensiero analitico sulla musica che tendo voracemente ad ascoltare. Ma talvolta accadono eventi, musicalmente parlando, che sono capaci di dare la scossa necessaria a risvegliare la sopita vena creativa, ed è un vero peccato che in questo caso sia una critica a doverla rimettere al lavoro. Ma qualche settimana fa mi è capitato spendere un poco di ‘cash’ per l’ultimo lavoro degli hyper conosciuti nonchè generalmente adorati Hocico, appena pubblicato dalla prolifica etichetta-squalo Out of Line.
Devo anche dire di essere rimasto incerto fino all’ultimo riguardo alla spesa consumistica che mi accingevo a fare, quella brutta nonché assolutamente illeggibile copertina dell’EP, mi sembrava gridare a gran forza: "Ma non vedi come sono stata inaccuratamente costruita, lasciami stare che se no finisco per deluderti!”. Sì, va bene, però il nuovo materiale degli Hocico come faccio a perdermelo, se ho deciso di stare dentro il perverso meccanismo, la partita la devo giocare fino in fondo!

Va pure menzionato il personale sconcerto che in precedenza si era manifestato di fronte alla non eccelsa prova da parte di altri due conosciutissimi nomi del sotto bosco dark elektro, mini universo underground popolato di rabbiosi e potenti progetti che sono stati capaci di conquistare larga popolarità negli spazi alternativi dell’Occidente.


Da una parte i tedeschi Feindflug, usciti con il loro secondo full lenght nel corso dell’autunno del 2002 e che purtroppo ha segnato una certa involuzione rispetto alle precedenti prove, quelle per capirci del Feindflug CD e del successivo Sterbehilfe EP. Dall’altra il recente nuovo singolo del Belga Suicide Commando, che anticipa il nuovo album, fuori a breve, e che pur non essendo tutto sommato di scadente qualità, appare ricalcare strade già ampiamente note ma senza rivelare la medesima originalità ne capacità di coinvolgimento di molta sua musica del passato. Ma la fiducia nel nuovo album rimane comunque intatta…

E adesso è il turno degli Hocico a lasciarmi freddo ed indifferente alla nuova espressione artistico-estrema!!

Comunque alla fine l’EP me lo sono acquistato, nonostante l’azione sia stata poi ampiamente regrettata. Meglio sarebbe stato concentrarsi su un buon libro radicaleggiante e dissidente come i tempi correnti sembrano suggerire, invece di questa Dissidenza Infrangibile, che non si fa scrutare nè capire. Qui a parte un CD Booklet assolutamente illeggibile (leggere le liriche è una mia personale maniera di entrare in contatto con il mondo dell’artista che ascolto), il duo arrabbiato messicano presenta un bel passo indietro rispetto a quel technoide dark elektro a cui avevano abituato la loro ampia fan base con i due notevoli “Aqui y Ahora en el Silenzio” EP e il successivo full length “Signos de Aberracion”.

Con questo nuovo EP, composto di cinque canzoni, Erk Aicrag e Racso Agroyam giocano con la rabbia e le sonorità di origine, quelle alla Wumpscut per intendersi, che tanto erano piaciute ai Tedeschi, quando la band nella seconda metà degli anni 90 stava emergendo con la sua carica electro tenebrosa dagli stretti confini della locale scena alternativa Messicana. Purtroppo qui però la minestra sembra un bel po’ scotta, tanto che l’aggressività vocale stenta in quanto ad intensità ed emozione, le sonorità scure private della influenza più techno progressiva mancano di mordente e risultano noiose e le 5 canzoni (alcune cantate in Spagnolo, altre in Inglese) appaiono uguali l’una all’altra tanto livellato esse sono.

Rispetto all’EP “Aqui y Ahora nel Silenzio” nel quale tracce come “Poltergeist” e “Spit as an Offense” erano divenute assolute ed ossessive club hits in molti spazi alternative-dance dell’Ovest, qui non c’è assolutamente nulla con cui rifocillare voraci dance floors e neppure nulla con i quali riempire momenti del vivere quotidiano dettati dall’esigenza di prendersi ben cura del proprio senso musicale (cura dai mali del sociale assai raccomandata, ma solo se fatta nella giusta maniera e nella giusta prospettiva!).

Alla fine, ciò che ne risulta è una prova molto scialba da puro ‘tirare a campare’, che mi obbliga a consigliare direzionare la propria curiosità verso altri nomi meno conosciuti del panorama di genere, progetti quali l’Inglese Tactical Sekt e il Francese Electro Synthetic Rebellion, molto più interessanti, pesantemente accattivanti e motivati. Stavolta gli Hocico vanno sonoramente dietro la lavagna!
Recensione di M