L’Ant Zen esplora e nuovamente arricchisce la propria vena ‘chilling/technoide’, presentandoci la quarta release di Ab ovo, un progetto nato nel ’91 dalla fusione artistica fra Jérôme Chassagnard e Régis Baillet. Le tipologie stilistiche adottate come fulcro, sono quelle sviluppate da atti come Polyspace, Flint Glass e l’Ombre, sulle quali si evolverà una nuova sorprendente visione, madida di ‘hi-details’ e ricche ‘textures’.
L’elettronica è sofisticata ed avanguardista…e ben potrebbe soddisfare la sigla ‘IDM’ (intelligent digital music), che tanto seduce ultimamente la bocca dei ‘ricercatori’. Lentamente adagiamoci, sul filo di stoffa che separa il sonno dalla veglia…sottili ed appena tiepide ninnananne digitali quasi accarezzano l’impalpabile leggiadria del ‘carillon’; affabili, si lasciano modellare da trame ritmiche portanti ma mai esuberanti, ponderate pulsazioni che si sollevano, ma anche abbandonano. Piccole tessere che cospirano, ad erigere la spina dorsale di timide filigrane ed intensi ‘tunes’ di fantasie armoniche. Sapienti, espressive, le saturazioni effettistiche, così dosate da risultare ingannevolmente minimali.
Se a questo ‘nirvana’ di elettroni si allega poi un secondo cd contenente remixes di brani passati e presenti, ad opera di artisti come Von Magnet, Mimetic, Haiku ed Emphasis, sul quale può realmente accadere qualsiasi cosa…
Recensione di Afelio Per gentile concessione di Rock Hard
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