![]() | Devo ammettere di essere in qualche modo incuriosito dalla storia che è dietro la M Tronic. La storia è quella di una etichetta che è capace di mettere assieme una buona release dopo l’altra, e questo apparentemente senza fine. I casi sono due: o qualcuno alla M Tronic ha un buon orecchio per le cose nuove e la ferma convinzione ad andarci dietro, o potrebbe anche essere che band di qualità riescono nell’impresa di scovare etichette di qualità, comprendendo entrambi il valore dell’altro. |
| Questo è il secondo capitolo della serie Chemical Elements, e segue esattamente la stessa struttura delle track che caratterizzava il primo. Il che significa, il coinvolgimento di due artisti, un certo numero di tracce composte da ognuno di loro, una track di ciascun artista sottoposta a remix da parte dell’altro e alla fine una traccia in collaborazione. Ho già elogiato in passato la M Tronic per questo tipo di formato, e non lo voglio fare ancora una volta, andiamo invece a parlare di ciò che separa il primo dal secondo capitolo di questa serie; e naturalmente ciò che li separa sono gli artisti coinvolti. Lo Svedese Cellular (Adrian Jonsson) apre i giochi con alcune grandi canzoni mettendo assieme asciutte melodie e ritmiche taglienti, screziate e spurie, senza alcun timore di lasciar svanire in dissolvenza intere sezioni per far spazio a ciò che è bello di per sé e simultaneamente lasciando che le canzoni si ricostruiscano e prendano nuove direzioni. Rivelando sia diversità che senso dello stile, “Vapour Recovery” proietta un attraente beat di sottofondo e un non così distante cugino nell’electro e nella dance, costruendo tensione e suscitando ogni volta un qualcosa come un “ha!”, e di proposito non lasciandolo sbocciare in maniera completa come se il tutto fosse “troppo facile”. C’è qui sia gusto che un pieno senso del gioco. Per ultima, ma sicuramente non meno importante, un numero disparato in maniera magnifica, “Monosyllable” presenta un leggero e accattivante motivo di piano interrelato con un vibrante basso ad alta velocità e con della distorsione che fanno a gara l’uno con l’altro per controllare la canzone, in quello che è uno dei momenti davvero più alti di tutto l’album. Devo ammettere che ho avuto maggiori difficoltà a seguire Diakof. O forse non cattura così istantaneamente. C’è bisogno di un paio di tracce per andarci veramente dentro; “Bagna” funziona davvero bene con il suo armeggiare di piano su soffici suoni metallici, cut e vocals emesse tramite vocoder e assieme a lei lo fa pure anche “Design”, una canzone nel medesimo stile anche se più dolce e che pare quasi essere una nostalgia dell’infanzia. Non posso dire di essere stato sedotto a sufficienza per acquistare un album sulla base delle canzoni di Diafok ma in questo formato, rappresenta un bel contrasto al lavoro di Cellular e il track in collaborazione “Min Pilk” è un vero e proprio fattore di vendita. È davvero possibile per la M Tronic fallire il colpo?
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Tradotto da Melektro | ||
-- Cellular -- 1. Acre lull 2. The shadow of John Meynard Keynes 3. Bloc 4. Intravenous music 5. Vapour recovery 6. Monosyllable 7. The shadow of John Meynard Keynes 'Diakof remix -- Diakof -- 8. Muomi wan 9. Soma 10. Form 11. Nikt nie zqinie 12. Bagna 13. Design 14. Bagna remix -- Cellular vs Diakof -- 15. Collaboration track M Tronic web page: m-tronic.com |