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DAS ICH
Lava: Glut CD
(Metropolis Records)

26 Ottobre 2004




I padri indiscussi della moderna elettronica apocalittica tornano a 2 anni di distanza dal precedente “Anti’Christ” e dopo un passaggio live in Italia che, sfortunatamente, non ci permise di testare alcun nuovo brano…Questo è il loro sesto studio-album, ed il loro lavoro di ricerca sonora è fortunatamente ancora fruttuoso, nonché vera prova tangibile dell’innato talento artistico che da sempre ha guidato la coppia Kramm/Ackermann dall’89 ad oggi.

Se si dovesse subito ricercare un punto di contatto con la precedente produzione, si potrebbe inquadrare “LG” come il naturale seguito di “Anti’Christ” che strizza l’occhio alla versatilità di “Egodram”: un lavoro basato sulla forma canzone, dove senza alterare gli imprescindibili trademark del nome DI il duo presenta una forma-base più ‘scarna’ e diretta. Il disco più accessibile del duo tedesco? È possibile, ma quel che è certo è che coloro i quali faticavano a digerire le atmosfere insane di “Morgue” troveranno stavolta brani più agili e ‘snelli’, benché sempre fortemente e maledettamente Das Ich.

“Schwarzer Stern” apre subito con quel mood malsano che da sempre è l’anima del gruppo, e s’impone con quel refrain cattivo di grande impatto, laddove la macchinosa, solenne e velenosa “Meine Wiege” colpisce per quei ricami neoclassici tanto cari al corpulento Bruno. Che la band sia stavolta in grado di regalarci la nuova “Destillat”? “Fieber” pare ben avviata per quel percorso, in quanto capolavoro di ritmo e dotata di cantati penetranti ed un refrain a dir poco memorabile! C’è da dire che la band non si è affatto ‘ammorbidita’: i pezzi che compongono l’opera trasudano tutto quel nervosismo, quell’oscurità, quei toni apocalittici (esaltati dall’approccio neoclassico di Bruno, che sfodera sezioni d’archi veramente possenti e ricami pianistici preziosi, nonché dalla voce malvagia e velenosissima di Stefan, sempre in grado di stupire) e quel mood talvolta così unicamente ‘desolato’ che sono i veri punti fermi del suono DI.

Forse hanno scritto ‘solo’ un altro disco di (ottime) canzoni, ma ciò che loro riescono a fare è ancora fuori dalla portata di chiunque, in quanto basato su di un sound unico ed inimitabile: sono uno di quei gruppi che, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli! Ancora indiscutibili ed ineccepibili dunque, e tanto basterà a far brillare nuovamente la loro stella: cercate la versione doppia, contenente un DVD live ed un disco di remix assolutamente favolosi!

Recensione di Rob Filippozzi
Per gentile concessione di Rock Hard



Recensione # 2

10 Agosto 2004


Mai apparsi tanto produttivi, il duo dei Das Ich ritorna due anni dopo ‘Antichrist’ con un lavoro ancor più melodico e bombastico. Se Antichrist aveva decisamente virato verso il regno della musica pop, di tutto questo l’album Lava Gut presenta solo degli accenni.

Stefan Ackermann appare completamente a proprio agio mentre enuncia furiosamente le sue parole con il supporto musicalmente perfetto in maniera impossibile da parte di Bruno Kramm. Questo è un paio di musicisti che si complementa infinitamente l’uno con l’altro tanto quanto lo facevano Horn e Veljanov.

La dissonanza gioca un ruolo ben più netto su questa release. Ci sono numerosi momenti dove potreste cominciare a pensare che le canzoni stiano affondando nel nulla per trasformarsi in puro rumore e poi, questi bei interludi classici vi saltano addosso. Parlando di sonorità classiche, i Das Ich hanno aggiunto molto di più a Lava Glut di quello che avevano fatto negli album precedenti. Questo non significa che abbiano realizzato un album in chiave bassa. Tracce quali Fieber galoppano in avanti, distruggendo le vertebre del dancefloor e schiacciando tutto ciò che incontrano al loro passaggio. Sehnsucht è un esempio eccellente dell'abilità finemente sincronizzata che i Das Ich sono capaci di evocare e la track pare dettata da un intento alquanto potente.

C’è pure a disposizione un'altra edizione di Lava Glut che è intitolata Lava Asche, la quale presenta versioni dei track ancor più orientate verso il dancefloor, che si snodano in avanti lasciandosi andare in maniera piuttosto furente. Nel complesso le tracce appaiono accattivanti anche se avrei preferito non ascoltare alcun remix da parte dei Terminal Choice e dei Wumpscut.

Per coloro che sono sinceramente devoti a questa band, l'edizione limitata di Lava Asche arriva accompagnata da un bonus DVD intitolato Lava Addendum, che è un concentrato di filmati live con un tour book piuttosto esilarante a commentare il loro ultimo tour negli Stati Uniti. Una presenza live fulminante, i Das Ich sono capaci di alternare un apparire sia minaccioso che quasi umano occasionalmente. Le loro esibizioni in concerto non deludono.

Dopo 15 anni, i Das Ich hanno scelto di pubblicare quello che è definitivamente un nuovo album piuttosto che un prevedibile e più facilmente redditizio ‘best of’. Bruno e Stefan, avete prodotto un lavoro stellare. Qui di spazio ce né per altri 15.

Recensione di Peter Marks del Release Magazine
www.releasemagazine.net

Traduzione di Melektro

Tracklist

1. Uterus
2. Fieber
3. Meine Wiege
4. Schwarzer Stern
5. Vulkan
6. Sehnsucht
7. Seele Tanzt
8. Tot Im Kopf
9. Lava
10. Urkraft
11. Sehnsucht (Asche Rmx)
12. Vulkan (Reworked by Wumpscut)

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