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FICTION 8
Forever Neverafter CD
(Nilaihah Records – Nord America / Cryonica Music - Europe)

29 Gennaio 2004



Sono qui che ascolto il nuovo release dei Fiction 8, Forever Neverafter, e mi domando come un album di questa qualità possa rimanere incollato al nostro sottovalutato genere underground. Fossimo negli 80s, questo release sarebbe certamente un top 40 a lato di nomi quali Depeche Mode e The Cure. Non c’è alcun dubbio al riguardo nella mia testa.

Ogni canzone su quest’album è una gemma. Jacob Bogedahl di Gothic Paradise dice, "Queste solide sonorità di emozionale musica elettronica con un picco dark" e ciò riassume bene l’idea. Smother.net dice che "Fiction 8 è al dance industriale che cosa The Cure sono stati alla scena dark" ma sostituirei "dance industriale" con "l'odierna scena dark" e "scena dark" con "la scena dark degli 80s".

Le canzoni sono effettivamente rievocative di alcune delle band degli 80s con le quali siamo cresciuti. Per esempio, Nothing More è molto un incontro fra Depeche Mode e Nitzer Ebb. Uno dei componenti della band, Michael Smith, indica "The Church" come una delle sue favorite e questa influenza è anch’essa chiaramente riscontrabile nella qualità scura di molte delle sue canzoni. Tuttavia, la band mantiene pure le proprie sonorità chiave, in tracce come Forgive Me, che è molto similare all’hit Let Go del precedente release dei Fiction 8, Chaotica.

Questo release inoltre ha una grande profondità emotiva e si rivela di grande maturità. C’è un elemento triste e nostalgico nelle maggior parte delle canzoni che viene complementato da ricche vocals. Tutti e tre i componenti della band si alternano a cantare e ognuno di loro è eccezionale, generando un ulteriore strato da aggiungere all'album: quello di usare le vocals come strumento addizionale. Con tutta questa varietà, è effettivamente difficile scegliere una traccia favorita, anche se tendo a pendere verso Crash, cantata da Michael Smith, e The Dark Room, cantata da Mardi Salazar.

A chi piacerà, Forever Neverafter ? Ho avuto bisogno di qualche ascolto per entrare in quest’album e per apprezzarlo per quello che è. Musica "Industriale" non è. Michael dice di questo release: "Il nostro materiale era sempre un po’ troppo melodico e pulito per essere accettato dagli hardcore rivethead e suppongo che ci siamo anche un po’ ammorbiditi con l'età... tanto abbastanza che oggi veniamo considerati electro-pop più di qualunque altra cosa." (intervista di Thomas Tröger di Electric Diary). Concordo.

Recensione di Morgana . Per gentile concessione del Toronto Industrial Kollective
www.industrialkollective.org

Tracklist

1. Too Late
2. Crash
3. The Dark Room
4. Winter Rain
5. Around and Around
6. Forgive Me
7. Nothing More
8. Save Me From Myself
9. Stranger in My Skin
10. Silent
11. Winding Down

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