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HYPNOSKULL
Dark skies over planet e. CD

[Ant Zen]
27 Febbraio 2005




Di alcuni la musica si compra a scatola chiusa: non è necessario ascoltare nulla prima, tanto la qualità è garantita. E così è stato anche per questo "Dark skies over planet e." - E Patrik Stevens non mi ha deluso.

È difficile considerare musicalmente questo artista come un puro dell'industrial, viste le sue contaminazioni con generi come la drum'n'bass, il jungle e la breakcore. Basta però vedere le sue radici con collaborazioni continuate con Sonar (Dirk Ivens, cioè Klinik, Dive, Sonar) e collaborazioni con Cyber-tec (side project dei Front 242). Nonché la sua label, ovvero la Ant Zen.

"Dark skies" è senza dubbio un disco difficile, sicuramente molto di più del precedente "Operation tough guy". Anzi rispetto a questo, molto diretto e danzereccio, Dark skies è un disco che va ascoltato a lungo prima di potere essere apprezzato appieno. Le sonorità sono piuttosto complesse ed elaborate, e soprattutto la composizione, estremamente spezzata, può disturbare al primo ascolto. Come ogni buon artista richiede che il suo ascoltatore sia partecipe, attivo e non voglia essere cullato nelle sue competenze musicali, ma maltrattato e tenuto attivo. E' una musica che non dà certezze ma che continuamente ne costruisce ed allo stesso tempo le distrugge: una sveglia di decibel e di rumori.

Una modalità compositiva che non è purtroppo più propria dell'industrial di ultima generazione, ma che si rifà alle origini del genere, quando artisti come i Cabaret Voltaire costruivano le loro canzoni a partire da riff elettronici su cui andavano a montare registrazioni prese dalla realtà. Certo, il buon Stevens compone e mixa con un ritmo che non è quello di venti o più anni fa, ma che riprende e si ispira a generi più freschi ed estranei alla scena, come appunto la drum'n'bass. E questo è a mio avviso il suo grande merito, ovvero di riuscire a fare una musica che ha il piglio e la cattiveria dell'industrial e la struttura più innovativa e fresca di altri generi elettronici.

Dopo tutto la contaminazione è proprio il valore aggiunto che fa di questo artista una continua scoperta e che lo rende sempre diverso da se stesso, pur con un mantenimento piuttosto forte delle sue radici.

Nel disco sono da segnalare pezzi come "Dark skies over planet e." e "Enter empires", ma anche la collaborazione con l'americano Defragmentation nella canzone "Hypnofragmentation". Molto interessanti anche pezzi come "Elektromutant" (di base electroclash) o "Don't mess with the big S." (pezzo hip hop tipo old-school, ma con suoni noise).

Recensione di Colours
Tracklist

-- Dark skies over planet e. --
1. Enter the sick world (spoken word)
2. Dark skies over planet e.
3. The frozen army of drummachines
4. Terrorstress
5. Elektromutant (feat. Trivial Gender and Tunnel)
6. Enter the empire
7. Bassreflexx countdown
8. Breathe all energy (spoken word)
9. Image flash / 15feet above
10. Don't mess with the big s. (introducing the big s.)
11. System syntax (the poke injection)
12. Global e. / Future clash
13. The center of the cyclone (feat. Ultrastatals!)
14. This state of being / terrorstress reworked
15. Assault code free the floors
16. 100 test channels / 5 seconds that will change your life

-- Urban territory intruders bonus 12" --
17. Hypnoskull vs Defragmentation : hypnofragmentation
18. Hypnoskull vs Act Dramatik : nostalgia
19. Hypnoskull vs Sickboy : let's hear it for the hardcore !
20. Hypnoskull vs Needle Sharing : shift break
21. Hypnoskull vs Mike Van Raspaarden Quartet : jazzkommando
22. Hypnoskull vs Urban Punk Assassin : break tha' rules !

Hypnoskull web page: hypnoskull.com


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