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22 Febbraio 2004
![]() | A meno di 2 anni dall’ottimo “Mistrust The Angels”, il gruppo tedesco torna sulle scene con un nuovo e significativo capitolo. La band di Dennis Ostermann dimostra di non essersi seduta sugli allori di un lavoro ineccepibile come “MTA”, palesando una forte volontà di guardare oltre, verso nuovi sentieri creativi. |
| “Holy” ci appare infatti come l’opera più intimista ed accessibile di ISC: il sound electro-EBM che ha contraddistinto negli anni la band non viene snaturato, ma prevale un songwriting più riflessivo e meno impulsivo che, inevitabilmente, si snoda attraverso composizioni meno ‘settorializzate’ e più aperte. |
| L’ideale ‘ponte’ tra il recente passato e la nuova dimensione di ISC è l’opener “Eye Of Heaven”, dalle suadenti movenze electro, ma capace di un refrain molto duro; “Seven Lives” ha melodie avvolgenti ed uno splendido refrain melodico a 2 voci, mentre del singolo “Babylon” dovreste già sapere tutto… | ![]() |
La prima vera bordata EBM arriva con “Closing Eyes”, possibile prossimo hit (cantato assieme alla solita Nadine) sulla falsariga di “Engelsstaub”; semplicemente ottimi i 2 brani cantati dalla splendida Antje Schulz (Chandeen), ovvero la sfavillante “Emergency” e la dolce e melodica “Sleepless”, a testimonianza di una collaborazione preziosa.
![]() Si segnala anche la dura “Another Night”, che coi suoi chitarroni richiama dei Front Line Assembly d’annata, mentre “The Darkest Corridors” è forse l’unico brano a scadere un tantino nel manierismo, pur rimanendo sopra la media del genere. Un disco da assimilare senza fretta, al fine di coglierne le sfumature più significative ed apprezzarne i pregevoli contenuti. Una bella conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno… | ||
Per gentile concessione di Rock Hard |
1. Eye of Heaven 2. Seven Lives 3. Babylon 4. Closing Eyes 5. Heal Me 6. Emergency 7. Another Night 8. No Love Will Heal 9. The Darkest Corridors 10. Sleepless 11. Alpha Centauri |