Back

LEATHER STRIP
After the Devastation CD

[ Alfa Matrix ]
10 Aprile 2006




Come preannunciato lo scorso mese dall’EP “Suicide Bombers”, la storica creatura di Claus Larsen torna in grande stile con l’atteso nuovo album, mastodontica opera che rasenta i 140 minuti in questa versione doppia ed è disponibile persino in edizione tripla (col bonus-CD “Æftershock”).

Se l’EP apripista aveva evidenziato un buono stato di forma per questo longevo artista danese (tra i nomi di punta dell’EBM europea degli anni ’90), l’album finirà verosimilmente per dividere la critica: avremo chi dirà che le cose migliori Claus le abbia già dette nella scorsa decade, chi riterrà troppo ‘morbido’ il nuovo corso di LS e chi, invece, apprezzerà gli sforzi intrapresi da Mr. Larsen nel tentativo di non dare vita a ritorni inutili come quello degli Orange Sector.

La verità è che il sound odierno di LS non ha preso eccessive distanze da quella scuola EBM che ha contribuito a plasmare: Claus ha preferito utilizzare ritmi e melodie per delineare scenari cupi e inquietanti, sofferti ed apocalittici (cosa non nuova per chi conosce la discografia di LS), concedendo poco spazio alle rasoiate tutte muscoli e ritmo che oggi appaiono alla portata di troppi.

A ben pensarci, 24 canzoni sono davvero tante: qualcuna l’abbiamo già sentita sul precedente EP, poi c’è la versione 2006 di “Carry Me” (singolo del 2000) e via via tutti i restati brani, e la cosa positiva è che il disco scorre piuttosto bene. I meriti sono da attribuire ad un songwriting vario e ulteriormente maturato: Claus ha capito che non è obbligatorio ricorrere alle solite bassline muscolari (che comunque non sono certo sparite) ed ai classici beat incalzanti per destare l’attenzione su tutte quelle questioni sociopolitiche di cui ama parlare.

“ATD” è un lavoro dai suoni rifiniti e dalle atmosfere oscure, carico di pathos (basti ascoltare le lunghe tracce strumentali poste in chiusura dei 2 dischetti) e ricco di sfaccettature: non avrà l’immediatezza e la ferocia dei vecchi classici, ma è il tipico disco che può crescere dentro dopo ogni ascolto. Poco spazio per facili soluzioni da club e tanta voglia di ampliare gli orizzonti: prendere o lasciare!

Recensione di Rob Filippozzi
Per gentile concessione del Rock Hard Magazine
”After the Devastation” Tracklist

CD1
1. The shame of a nation (album edit)
2. Back in control
3. Death is walking next to me (album edit)
4. A boy
5. Dying is easy – life is harder (daddy please love me)
6. Sleep is only heartbreak
7. Slam
8. Smerte
9. Happy pills (gimme gimme)
10. Rip like cat claws
11. What if…
12. Inner exploration
>
CD2
1. Gaza strip (march of the innocent)
2. Suicide bombers (album edit)
3. Carry me (2006)
4. Empty space
5. Junkie do - Junkie die
6. Homophobia
7. This is where I wanna be (album edit)
8. One man’s gain another man’s pain
9. Give us some shelter (katrina)
10. One for one for one
11. I was born that day
12. Leaether strip part 3 (symphony for kurt)

Leather Strip on the web: www.myspace.com/leaetherstrip

Top