![]() | Giungono al loro quarto album gli Hocico con il nuovo “Wrack And Ruin”, disco non brutto ma meno convincente rispetto ai loro lavori precedenti, e sicuramente un disco con meno mordente. La grinta e l’aggressività che da sempre contraddistinguono il sound del duo messicano sembrano infatti essersi un po’ affievolite, o più semplicemente, i brani di questo disco sono meno convincenti rispetto alle ‘hit’ del passato. |
| Dopo i primi ascolti, infatti, l’unico brano che pare possedere certe potenzialità è proprio la già nota (in quanto scelta come singolo che ha anticipato l’album) “Born To Be Hated”, mentre gli altri pezzi (10 in tutto, con i consueti - tre in questo caso - brani strumentali) si susseguono senza impressionare più di tanto; le varie “Tales From The Third World”, “Death As A Gift”, “Spirits Of Crime” e “Bizarre Words” sono pezzi che, pur rispettando l’Hocico-style", paiono meno brillanti rispetto allo standard medio delle produzioni del duo messicano, ed alla fine il brano migliore è la lunga strumentale “Oracion Nocturna”. Indubbiamente i suoni paiono più curati che in passato, ed anche il modo di cantare di Erk è meno ‘brutale’... Chissà, forse anche questa maggior pulizia formale contribuisce a creare perplessità sul valore di questo album… “Wrack And Ruin” venderà sicuramente parecchio, perché gli Hocico sono ormai una delle band più apprezzate in area electro (e non solo), ma a mio avviso non rappresenta certo uno dei vertici della loro discografia. | ||
Per gentile concessione di Rock Hard | ||
1. El Infierno que Viene 2. Tales from the Third World 3. Bizarre Words 4. Spirits of Crime 5. Born to Be (Hated) - original odium 6. Love Posing as a Prostitute 7. Ecos 8. Oración Nocturna 9. Death as a Gift 10. Padre no Nuestro |