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![]() | I fans di Haujobb hanno un rapporto di amore/odio con la band, tutti apprezzano "Solutions for a Small Planet", "Ninetynine" era troppo estremo e solamente non più "industriale" (mi è piaciuto, a proposito) e "Polarity" era... bè un po’ troppo similare a "Solutions…" ma senza essere così buono.
Naturalmente, non vi è motivo alcuno per il quale gli Haujobb dovrebbero preoccuparsi che cosa la scena "industriale" (o effettivamente, qualsiasi scena) ha da dire circa il loro lavoro mentre ridefiniscono i generi e poi ne fanno saltare le porte. Alcune interviste con Daniel Myer hanno quasi fatto sembrare come se i roditori rivet-head pvc-placcati lo avessero incitato a ripensare Haujobb stesso... "Vertical Theory" è il sesto full-length della band ed indica che sono lontani dall’essere privi di idee. | |
| Questo album continua nello stesso spirito di "Ninetynine", con atmosfere angolari e tonalità meravigliosamente bizzarre nonchè sonorità diverse da tutte quelle di cui avete mai sentito sfogare il saccheggio; un tocco minimalista di precisione è incarnato e pervade. Ci sono, per attenersi al significativo, alcune tracce che sono molto ballabili ma a quali condizioni sono date alle convenzioni di un dance-floor? Quelle sarebbero naturalmente le condizioni di Daniel e Dejan! Haujobb ha prodotto un album che proietta ulteriormente la band più avanti che mai; hanno dato vita ad un'intransigente lunga esecuzione nella quale sembra come se realmente se la stiano godendo. La voce di Myer suona eccellentemente off-key in alcuni punti, il che è giusto cosa è richiesto per dare a questa band il brandello di umanità che li mantiene distanti dal sembrare statici. Molte persone si lamentano della sua voce ma chi si preoccupa di che cosa pensano. Là. "The Noise Institute" è costruito sulla base di un giro di samples percussivi ed è l'unica traccia su "Vertical Theory" che non mi ha completamente schiavizzato. Sono sicuro, dato il giusto tempo che lo farà. "Concrete" è molto possibilmente la traccia più penetrante mai realizzata da Myer e da Samardzic. È costruita su samples atmosferici che culminano in un eccellente finale che non fa altro che dimostrare quanto siano bravi a generare tensione e a scrivere completamente sbalorditive battute drum 'n' base. E vi è qualcos'altro per la folla "industriale" affinchè possa logorare gli stivali: ci sono molte, molte canzoni su questo album che sono alimentate da ritmiche drum 'n' base. No Future Pop può essere incontrato su questa cosa; è stupefacente! | ||
| Recensione di Release Magazine | ||